Cover Story for La Stampa

March 6, 2023

Fabio Bucciarelli per La Stampa

Leopoli, Ucraina, Febbraio 2023

Gli uomini fanno la guerra ed i bambini la subiscono, e quando anche loro cresceranno, saranno altri bambini a subire la violenza delle armi degli adulti. Non importa da dove vengano, a quale schieramento o nazione appartengano, sono e rimangono le vere vittime dei conflitti, gli unici che potranno un giorno cambiare la ciclicità della Storia e perdonarci di tutto il dolore creato. Tra i bambini ci sono quelli più sfortunati, quelli che la guerra già la vivono dentro il proprio corpo sofferente, in bilico fra la vita e la morte. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute, il cancro infantile è la principale causa di morte correlata ad una malattia non trasmissibile nei bambini dopo il primo anno di vita: ogni tre minuti, nel mondo, un bambino o un ragazzo muore di tumore.

Elina, bambini di venti mesi malate di leucemia nella sua casa con i suoi genitori a Leopoli, Ucraina 9 Febbraio, 2023. Scappata da Kharkiv sotto assedio dall’esercito Russo, insieme alla sua famiglia viene accolta in uno rifugio di Leopoli, prima di ammalarsi di leucemia, un tumore del sangue. E’ stata operata di midollo osseo a Leopoli, la terza operazione nell’est dell’Ucraina dall’inizio del conflitto. Ora vive con i suoi genitori in una casa a Leopoli vicino all’ospedale dove continua le cure.

 

Il cancro e la guerra, cosi simili nella loro violenza e dolore e così opposti come responsabilità, sono strettamente correlati: dopo le bombe atomiche lanciate dagli americani su Hiroshima e Nagasaki, i casi di tumore sono aumentati, così come le diagnosi oncologiche dopo la guerra in Vietnam a causa dell’agente arancio, un defogliante militare usato sempre dall’esercito statunitense composto da diossina, tossica per l’essere umano, che persiste nell’ambiente per almeno due decadi. I conflitti inoltre aumentano fortemente i rischi dei pazienti oncologici, limitando il loro accesso alle cure, riducendo le diagnosi e posticipando interventi chirurgici e terapie. La guerra in Ucraina si aggiunge a questo lungo elenco di morte.

E’ passato un anno dall’inizio dell’invasione Russa, quando l’organizzazione umanitaria italiana Soleterre ha effettuato la più grande evacuazione di bambini oncologici nella storia dei conflitti, mettendone in salvo più di 200 e dando loro la possibilità di continuare le cure in Italia. “Da venti anni Soleterre supporta a livello psicologico i bambini e le famiglie per affrontare insieme i traumi e le sfide poste dalla malattia.” mi confida Damiano Rizzi, Presidente dell’associazione. “La mente ed il corpo si muovono insieme, proviamo a curarle entrambe per fare vincere la vita”.

Queste parole risuonano dentro di me quando vedo sorridere Elina, bambina di soli venti mesi. Scappata da Kharkiv sotto assedio dall’esercito Russo, insieme alla sua famiglia viene accolta in uno rifugio di Leopoli, prima di ammalarsi di leucemia, un tumore del sangue. Il suo sistema immunitario comincia a sgretolarsi così come il mondo intorno a lei. Per Elina, solo un trapianto di midollo osseo, già complicata in un territorio di pace, potrebbe ridarle la speranza di una vita. “Di tumore si pò guarire ma bisogna potersi permettere l’accesso alle cure; Elina è la terza bambina trapiantata di midollo osseo nell’est del paese dall’inizio del conflitto”, con gli occhi lucidi mi sussurra il Dott.Rizzi, mentre insieme giochiamo con lei nei 15 metri quadrati dove vive, mangia e dorme con la famiglia, prima di andare insieme all’ospedale per nuovi controlli.

Sofia è seduta sul letto d’ospedale durante la chemioterapia nell’ospedale Western Ukrainian Specialized Children’s Medical Centre di Leopoli, 9 Febbraio 2023. Sofia, bambina di 11 anni è ha un rabdomiosarcoma alla mascella, una forma tumorale rara e particolarmente aggressiva che si accanisce sui più piccoli.

Camminando fra le corsie dell’oncologia pediatrica dell’ospedale di Leopoli, non è facile pensare che la vita riesca vincere contro la morte, tanto da mettere in crisi qualsiasi credente. Vasel, in stato comatoso sotto gli occhi di sua madre, ha dieci anni ma sembra più grande: è stato operato di un tumore al cervello e solo grazie al monitor acceso appeso al muro e collegato al suo corpo capisco che è vivo. Condivide la stanza con Sofia, bambina di 11 anni colpita da un rabdomiosarcoma alla mascella, una forma tumorale rara e particolarmente aggressiva che si accanisce sui più piccoli. Sofia non parla ed è stanca. Sulla sua maglietta rosa, la farfalla disegnata non riesce a spiccare il volo, mentre dalla finestra entra la luce che si riflette sul suo cranio senza capelli, strappati dalla chemioterapia. Sofia si alza dal letto e dietro di lei suo padre e un’infermiera spingono i macchinari attaccati alle sue vene per accompagnarla verso una nuova terapia.

“Fare vincere la vita”, diventa un mantra del quale voglio convincermi. Nella nuova stanza Sofia comincia la chemio, e davanti a lei Mark di quasi tre anni sale e scende dal letto, con una nuova forza vitale donata dal trattamento. Da Kramatorsk è venuto a Leopoli per curare il neuroblastoma che voleva portarselo via. Su una sedia fra lui e Sofia è seduta sua madre che dipinge a pennello due cani che scappano fuori dalla tela: i colori si mischiano con le medicine sul davanzale, mentre il rumore dei macchinari continua in sottofondo come liturgia. Quando suonano le sirene, i bambini collegati agli strumenti scendono le scale e vanno nel rifugio sotterrano, mentre quando manca l’elettricità, senza un generatore, vengono bloccate le cure: questo riduce fortemente la possibilità di guarigione. Mariana è la psicologa infantile che quotidianamente prova a ridare spensieratezza alla fanciullezza. Mi guarda negli occhi e mi dice: “E’ l’amore per gli altri che aiuta la vita a sconfiggere la morte”.

Vasel, 10 anni, nel suo letto d’ospedale dopo essere stato operato di un tumore al cervello nell’ospedale Western Ukrainian Specialized Children’s Medical Centre di Leopoli, Ucraina 9 Febbraio 2023.

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Soleterre nasce nel 2002 per tutelare la salute fisica e psicologica di bambini, donne e uomini in condizioni di vulnerabilità a causa di malattia, povertà e violenza, in Italia e nel mondo. Dal 2003 è presente in Ucraina con progetti e attività socio-sanitarie nell’ambito dell’onco-ematologia pediatrica e collabora con alcuni dei principali reparti pubblici di onco-ematologia pediatrica del Paese.

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